Itinerari

Ragusa Ibla

Ibla è il nome dell'antico centro storico barocco di Ragusa. Distrutto da un disastroso terremoto nel 1693, venne ricostruito nelle splendide sembianze che oggi è possibile ammirare. La pregevole architettura barocca ha valso ad Ibla il titolo di "patrimonio mondiale dell'Unesco". L'itinerario proposto da Hermes conduce attraverso gli scorci più belli e caratteristici di Ragusa Ibla, noti al grande pubblico anche in quanto set della serie televisiva "Il commissario Montalbano"

Duomo San Giorgio - Modica

Posto in cima ad una pittoresca scalinata di 260 gradini, il Duomo di San Giorgio, oltre ad essere il simbolo della città di Modica, è da molti considerato anche il monumento simbolo del barocco in Sicilia. Questa monumentale chiesa si trova nella zona della città che collega la parte bassa con la parte bassa ed è uno spettacolo per gli occhi, sia all’esterno che all’interno.

Le sue origini risalgono al 1150, quando con una bolla pontificia la chiesa veniva posta sotto la tutela del Monastero di Mileto in Calabria. Ma ben poco rimane di quel primo edificio. I numerosi terremoti del 1542, 1613 e 1693 infatti l’hanno fortemente danneggiata, al punto che si preferì demolirla e ricostruire una chiesa nuova sopra quella già esistente. Il risultato è questo meraviglioso capolavoro inserito nella Lista Mondiale dei Beni dell’Umanità dell’UNESCO.

Castello di Donnafugata

A pochi chilometri da Punta Braccetto, nello splendore senza tempo della campagna iblea, sorge il castello di Donnafugata, una signorile residenza di campagna che l'eclettico proprietario trasformò in un singolare maniero. Scoprite la vita degli ultimi gattopardi e gli splendori dei giardini del castello

La casa del commissario Montalbano - Punta Secca

La famosa casa del Commissario più famoso d'Italia, ormai meta di pellegrinaggio di molti turisti, si trova a Punta Secca frazione del comune di Santa Croce Camerina (Rg), a soli 3 km dalla nostra struttura e raggiungibile anche in bicicletta. L'abitazione è nella piazzetta antistante la Torre Scalambri eretta alla fine del XVI secolo a difesa del feudo della famiglia Bellomo di Siracusa. Siamo sulla costa della provincia di Ragusa.
Una curiosità da sapere su questo edificio è che in origine fu destinato a magazzino per la dissalazione delle sarde e, nel 1904, divenne un'abitazione.
Il borgo di Punta Secca ospita 132 abitanti, è piccolo e tranquillo, e dista 5,7 chilometri da Santa Croce Camerina

Scicli

Scicli con Modica e Ragusa è il terzo sito del ragusano tra i patrimoni Unesco. Questa piccola cittadina sembra ancorata tra cielo e terra con le abitazioni costruite dopo il terremoto del 1693 che si sono insinuate tra le lunghe cave ed i ruderi del vecchio centro che svettano sulle cime dei colli

Marina di Ragusa - porto turistico

A pochi chilometri da Ragusa verso sud, affacciata sul mare africano, c'è Marina di Ragusa, l'antica Mazzarelli, nome arabo che significa "piccola borgata".
Villaggio di pescatori, caricatoio per imbarcare quanto nell'entroterra ragusano si produceva e destinato all'esportazione carrube, cereali, caciocavalli ecc., fu dotato di una torre di avvistamento e difesa contro le incursioni piratesche nel XVI sec.marina di ragusa
Ma il vero sviluppo per Mazzarelli inizio' verso il 1870 quando a Ragusa si aprirono le prime miniere di asfalto che, dopo l'estrazione, veniva trasportato da centinaia di carrettieri al caricatoio e da li' esportato e destinato ad asfaltare le strade di tutto il mondo: Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam, Buenos Aires, Pechino, ecc..
L'espansione riprende a partire dagli anni '60 quando Marina di Ragusa diventa luogo di villeggiatura. Dotata di larghe spiagge con fine sabbia dorata, ha ottime strutture ricettive e ricreative, buoni locali pubblici e di recente costruzione il porto turistico. Oggi è un importante punto di riferimento per chi vuole trascorrere una vacanza al mare.

Gli Aromi Sicily - Percorsi olfattivi e degustazioni

Gli AROMI Sicily” nasce diciotto anni fa dall’amore per la terra iblea e dalla passione per le erbe officinali e aromatiche. L’azienda incoraggia ancora una lavorazione manuale qualitativamente unica: la pianta è sentita ancora come parte fondamentale di un territorio da conoscere, riscoprire e rispettare e non come un mero addobbo ornamentale svincolato dal luogo di appartenenza.
Si producono e commercializzano oltre 200 diverse varietà di piante appartenenti a diverse famiglie tra cui quelle delle Labiate e Ombrellifere, sia della costa sud est siciliana e sia da diverse parti del mondo come le salvie da ornamento dai colori e portamenti unici!
La pianta di cappero continua ad essere il punto di forza de “gli AROMI Sicily”: utilizzata come insolito gioiello da incastonare tra i muretti a secco e le pietre di antichi casali, la pianta rappresenta il senso più profondo del legame con la propria terra.
Negli ultimi anni, tuttavia, l’azienda ha voluto allargare la gamma varietale,ovviamente senza venir meno ai propositi originari, inserendo nuove varietà di salvie ornamentali, timi, lavande, romarini, santoline, elicrisi etc. etc.
La prossima scommessa per l’azienda è quella di produrre piante “antiche” un tempo endemiche in Sicilia, al giorno d’oggi a rischio estinzione, e piante tropicali.
Fortemente radicati nel territorio ma aperti agli stimoli di un mondo sfaccettato e multiforme: un senso di identità che non rappresenta solo uno sterile orgoglio di appartenenza ma la consapevolezza di trovarsi al centro del Mediterraneo, punto d’incontro plurimillenario e feconda irradiazione della civiltà occidentale.

Museo di Camarina

A pochi chilometri dalla frazione vittoriese di Scoglitti si conservano le rovine della città di Camarina, orgogliosa e indomita colonia greca che preferì essere distrutta più volte piuttosto che piegarsi al dominio della madrepatria Siracusa. Fondata agli inizi del VI secolo a.C. sulla costa iblea Camarina registrò il suo periodo più florido in età classica ed ellenistica, sebbene sia testimoniata una continuità di vita per tutta l’età tardoantica. La città è ancora riconoscibile nel suo impianto urbano che si sviluppa per circa 190 ettari sulle tre colline circostanti. L’imponente cinta muraria, tuttora visibile per alcuni tratti, circondava la città per quasi sette chilometri. Due sono, invece, i templi finora riconosciuti: l’Athenaion dedicato ad Atena e inglobato nel baglio ottocentesco della masseria ora trasformata in Museo, e un santuario extraurbano dedicato a Persefone.

Riserva di Randello

La "Riserva Naturale Integrale di Cava Randello" è situata tra Punta Braccetto e Scoglitti. La riserva è costituita da una splendida pineta, e dalla piccola baia che vi si trova innanzi, si snoda dolcemente verso la sottile spiaggia dal poggio situato tra Cozzo Campisi e Passo Marinaro ed è attraversata da due torrenti (il Rifriscolaro e l'Oani) che con le loro acque formano un vasto canneto.
L'oasi di Cava Randello ha un'estensione di circa 156 ettari e costituisce un importante biotopo nella provincia di Ragusa, ospita essenze arboree di vario tipo tra cui Eucalyptus, Cupressus Sempervirens (cipresso), Quercus Ilex (leccio) e Quercus Coccifera (quercia spinosa).
In quest'area sorgono inoltre alcune necropoli (V - II a.c.) pertinenti all'area archeologica di Kamarina.

Il mulino ad acqua - Modica

Il Mulino ad acqua “Cavallo d’Ispica”, originale gioiello dell’arte contadina del XVIII secolo, sorge nella parte nord della valle archeologica di Cava d’Ispica, a pochi chilometri dal Barocco ibleo di Modica, città natale del poeta Quasimodo e famosa per il rinomato cioccolato.
L’antico Mulino, grazie alla dedizione costante tramandata per quattro generazioni dalla famiglia Cerruto e agli ambienti perfettamente conservati, costituisce oggi una irrinunciabile testimonianza di una civiltà contadina ormai estinta, che rivive tra le mura di questo sito, meta ogni anno di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, di gruppi scolastici e viaggi studio.
Il visitatore potrà ammirare le testimonianze di un’arte secolare fatta di utensili e oggetti quotidiani e intraprendere così un percorso che tra maestose volte, fascinose cascate e antiche macine si dispiega nella storia.
La visita al Mulino ad acqua-Museo è possibile tutti i giorni dell’anno. Per i visitatori è prevista la visita con l’ausilio di guide locali in lingua italiana oppure mediante guide audio nelle lingue inglese, francese e tedesca. In entrambi i casi il visitatore viene guidato attraverso un percorso tematico che si sviluppa in due tempi: il Museo e il Mulino.
Il museo comprende le grotte e gli ambienti vari ricchi di corredi e utensili dell’epoca, che ricostruiscono perfettamente la vita contadina e domestica della famiglia dei mugnai.
Il Mulino, invece, unisce alla conoscenza dell’ingegnosità e dell’arte contadina il fascino e la suggestività dei luoghi.

La fornace Penna - Sampieri

La Fornace Penna fu realizzata tra il 1909 ed il 1912 su progetto dell'ingegnere Ignazio Emmolo, che si laureò in matematica a Catania e in ingegneria civile a Napoli nel 1895. Creando la società con l'appoggio del barone Guglielmo Penna, scelse il sito di "Punta Pisciotto" a ridosso del mare, per i seguenti motivi:
il fondale sufficientemente profondo da consentire l'attracco delle navi[1],
la presenza della ferrovia,
la vicina cava di argilla, a circa 200 metri, per la materia prima,
la disponibilità di abbondante acqua da una sorgente carsica locale.
Lo stabilimento produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei: gran parte di Tripoli (Libia) dopo la guerra del 1911 fu costruita con laterizi del "Pisciotto" . Si lavorava dalla sei del mattino sino all'imbrunire, da maggio a settembre; con le prime piogge la Fornace Penna veniva chiusa. Vi hanno trovato occupazione un centinaio di operai in età compresa tra i 16 e i 18 anni. La cessazione dell'attività dello stabilimento avvenne durante la notte del 26 gennaio 1924, a causa di un incendio doloso che lo distrusse in poche ore. .
La Fornace era di tipo Hoffmann e si componeva di sedici camere disposte ad anello lunghe cinque metri e larghe tre e mezzo ciascuna. Il tiraggio forzato veniva esercitato da una ciminiera alta 41 metri e lo stabilimento era lungo 86 metri. Nella parte est (lunga 32 e larga 25 metri) era destinata al macchinario. La sala macchine ospitava due polverizzatori a martello; un'impastatrice ad eliche grandi, rifornita da elevatori a tazze, due laminatori con filiere per la produzione di gallette, laterizi forzati e tegole curve o coppi, una pressa a revolver per la produzione di tegole alla marsigliese, una pressa per la produzione di tegole di colmo. Esisteva pure un piccolo vano per la fabbricazione di stampi, tegole marsigliesi e rulli di scorrimento per i carrelli delle filiere.

Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle - Comiso

Dedicata a Santa Maria delle Stelle, fu edificata nel 1300, su resti di un tempio preesistente dedicato a Santa Maria del Mulino. Ha una facciata, completata nel 1936, in puro stile neoclassico ad opera dell'ingegner Santoro Secolo. L´interno è reso magnifico dall'abbondanza di opere d'arte, quadri, sculture sacre e monumenti funebri. Inizio costruzione XIV secolo. Completamento 1699.

Museo del costume e della cucina - Scicli

Museo del Costume Mediterraneo e della Cultura Materiale negli Iblei, denominazione lunga quanto la storia che racconta, quella di popoli che si sono incrociati nella culla della civiltà, dando vita a usi e costumi divenuti tradizione.
Il museo si trova nel cuore barocco di Scicli, al numero 65 della celebre via Mormino Penna, all’interno di un ex Monastero una volta annesso alla chiesa di San Michele. Allestito dall’associazione culturale L’Isola nelle sale dell’Opera Pia Carpentieri, è composto da sei sezioni che raccontano la “storia del costume negli Iblei e, più in generale, in Sicilia e nel Mediterraneo”.
Ricca l’esposizione: comprende reperti etnografici insieme a documentazione d’archivio fotografica e audiovisiva, frutto di una ricerca condotta nel territorio a partire dalla seconda metà degli anni ’90.
Nella descrizione della struttura, si legge che “al Museo del Costume è stata affiancata un’unità interamente dedicata alla cucina che costituisce il primo nucleo espositivo del Museo della Cucina.
È possibile così conoscere attrezzi e strumenti del mondo della cucina, le varie fasi della lavorazione del pane, riferimenti al ciclo del grano, il rapporto con il lavoro e la vita del contadino, l’alimentazione di una volta”. Le due unità museali costituiscono il Museo del Territorio.

Cava Porcaro - Comiso

Il Parco Archeologico Naturalistico di Cava Porcaro è sito nel meraviglioso scenario dei Monti Iblei, tra profondi avvallamenti e ripidi pendii. Il Parco occupa una superficie di circa 27 ettari compreso tra i due Torrenti Cucca e Porcaro a un’altitudine tra i 300 e i 400 mt sul livello del mare. A chi ama vivere la natura nei suoi molteplici aspetti, il Parco di Cava Porcaro offre suggestivi spazi per godere del paesaggio: Case Terranova, antico edificio in pietra interamente ristrutturato, è il cuore delle numerose attività. Sede di mostre e convegni, l'edificio ospita ampi spazi di incontro.
Il Teatro, in una conca naturale che guarda verso Comiso e il mare, è la sede di spettacoli e concerti. L'Ampia e attrezzata zona ricreativa offre la possibilità di trascorrere all'aria aperta momenti di svago, picnic e relax attorno a laghetti, prati e spazi ludici. Un'aula verde all'ombra di un carrubo, dove seguire all'aperto lezioni di botanica e a corsi sull'ambiente e l'ecologia.


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